Arcipelago della Maddalena Sede: via Giulio Cesare, 7 - 07024 La Maddalena (OT)
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I primi segni di una presenza antropica su La Maddalena risalgono ad epoca preistorica, come evidenziato da alcune tracce riscontrate presso la penisola dell’Abbatoggia, nel settore nord occidentale dell’isola. I resti presenti nell’area compresa tra gli approdi di Cala Gavetta e Cala Chiesa – nella zona meridionale – sono invece la testimonianza di un insediamento d’età romana, risalente al periodo compreso tra la prima metà del I secolo a.C. ed il IV secolo d.C..

Il sito continuò a essere abitato fino al Medioevo, quando l’isola era nota come Porcaria e conosciuta particolarmente per il monastero “de Sancto Angelo de Porcaria”, riferibile all’ordine benedettino. Successivamente La Maddalena risulta essere disabitata o quasi per alcuni secoli. Ritorna ad essere frequentata nel corso del XVIII secolo: l’attuale centro urbano fu fondato nel 1777 in località Cala Gavetta. L’abitato si sviluppò velocemente e venne dotato di un sistema di fortificazioni presso il quale trovavano approdo navi da guerra. Nel 1804 l’ammiraglio Orazio Nelson vi sistemò la base logistica della sua flotta nel Mediterraneo e vi soggiornò per circa tre anni prima della battaglia di Trafalgar. Quando nel 1943, dopo la caduta del fascismo, il re fece arrestare Mussolini, il dittatore vi fu trasportato e tenuto prigioniero, trascorrendo un periodo presso villa Weber prima del suo trasferimento al Gran Sasso.

Nell’isola di Caprera gli insediamenti antichi, riferibili ad età romana imperiale, erano concentrati presso le aree costiere occidentali, a ridosso delle isole della Maddalena e di Santo Stefano. Sono state identificate tracce di uno stanziamento ascrivibili a questo periodo presso la località Arcacciu, lungo il litorale centro occidentale. Alcune necropoli sono invece state individuate nell’entroterra della Cala Scaviccio – presso la valle Tola – e a Petrajaccio, nel settore sud occidentale dell’isola.
Nel 1767, assieme alle altre isole dell’arcipelago, fu occupata dalla marina sarda ed annessa al regno. Nel 1854 vi si stabilì Giuseppe Garibaldi, costruendovi una casa e sviluppando un’azienda agricola che lasciò nel 1859, per prendere parte alla guerra di indipendenza ed alla spedizione dei Mille. Vi tornò nel 1867 per rimanervi fino alla morte, avvenuta nel 1882.

Le tre isole di Razzoli, Budelli e Santa Maria costituiscono lo smembramento – avvenuto tra il 3000 e il 2000 a.C. – di un complesso insulare unitario formatosi nel corso della trasgressione Flandriana del 6000 – 3000 a.C. L’uso degli stretti passi tra le isole da parte della marineria antica è ipotizzabile dal rinvenimento di un frammento di kylix attica, databile alla metà del V secolo a.C. L’unica delle tre isole certamente popolata in antico fu l’Isola di Santa Maria, dove è attestata l’Ecclesia Sancte Marie de Budello, la cui presenza è testimoniata a partire dal XIII secolo. L’isola di S. Stefano ha forma grossolanamente rettangolare con uno sviluppo costiero caratterizzato da un’unica profonda insenatura, Cala Villamarina, presso la quale ricerche archeologiche hanno documentato un insediamento del Neolitico medio.

I confini del Parco

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Bene culturale
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